Storia di una casa. Avere una casa in cui abitare è uno dei nostri bisogni primari e in Habitat lo sappiamo bene. Ma questo bisogno non riguarda solo noi esseri umani; se ci pensiamo, riguarda ogni specie. Avere un tetto sulla testa fa sentire protetti, sicuri. Con questo articolo non promuoviamo qualcosa in particolare ma per terminare l’anno in bellezza, vogliamo raccontarti una storia.
L’immagine
Inaspettatamente sfiorò il bordo liscissimo di un oggetto sconosciuto e lo raccolse senza guardare, accarezzandone i contorni. Iridescente e prezioso, sembrava un gioiello emerso da un altro tempo. Lei respirò con quella calma che si addice alla contemplazione. L’immagine vivida di macule violacee e madreperla le apparve agli occhi chiusi e poi, in un lampo, ne vide la dimora perduta.
La visione
Una valle sconfinata di sabbie aranciate e cieli dorati dai quali discendevano altalene ancora piene delle risate dei bimbi. Due lepri dalle orecchie protese all’infinito attendevano immobili il passaggio dei cavalli, che giungendo al galoppo senza neppure sfiorare il terreno, si dissolsero come una scia bianca di fumo. Non c’erano case, né strade; nessuna gravità in quel luogo. Tutto appariva fluido e delizioso, inondato di una morbida luce bionda che si posava ovunque con innata eleganza.
Storia di una casa
Elah strinse di nuovo l’oggetto, la cosa più concreta di tutta la visione. Un guscio solido terminava con due orli zigrinati di madreperla che finivano uno per parte senza toccarsi, lasciando un vuoto dentro. Miracolo della biologia: un Essere delicato di sublime intelligenza, un mollusco, aveva saputo filtrare il calcio presente nelle acque di chissà quale mare di chissà quale tempo e creare una struttura esterna per proteggersi. Una casa sicura di rara bellezza. Poi quel mare era diventato un deserto e quella protezione una splendente Ordestis, conchiglia antichissima riportata ora qui, ad un’altra vita.